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DAVID LEISNER
“Angelo Gilardino, an appreciation and some memories”

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Nel 1974, mentre studiavo con lui in Inghilterra John Duarte mi ha presentato Angelo Gilardino e molto gentilmente ha organizzato ogni cosa affinché potessi partecipare grazie a una borsa di studio al seminario estivo che Angelo teneva nel piccolo borgo di Roasio Sant'Eusebio inItalia.

Dopo aver ascoltato alcune mie interpretazioni Angelo rimase molto colpito dal mio personale modo di suonare, ma si rifiutò di insegnarmi.

Disse infatti che non avevo bisogno di lui, ma che avrei potuto semplicemente partecipare al corso per seguire le lezioni degli altri allievi e esibirmi nei vari concerti che si tenevano nella chiesa parrocchiale.

 

Io interpretai quella sua decisione come se Angelo ritenesse che il mio modo di suonare e interpretare fosse perfettamente funzionale alla mia personalità artistica e quindi dato il breve tempo a disposizione non sarebbe stato di alcuna utilità praticare alcun cambiamento di ordine tecnico e musicale.

Decise di fatto di non interferire nel cammino che avevo da tempo iniziato a percorrere.

Fu per me una lezione di saggezza, che se in un primo momento feci fatica ad accogliere nel tempo ho iniziato a comprendere e sempre di più a rispettare ed apprezzare. Ed è così che ha avuto inizio una profonda amicizia con Angelo, non un legame fra insegnante e allievo ma un rapporto alla pari fra due  persone dedite all'arte, alla musica e alla cultura.

Abbiamo potuto condividere molte riflessioni e opinioni musicali e confrontarci su varie argomentazioni di carattere tecnico.

Fino ad allora non avevo mai incontrato nessuno nel mondo della chitarra che condividesse con me

un altrettanto avido amore e rispetto per altre discipline artistiche, in particolare la letteratura e le arti visive.

Fu così che nonostante il rifiuto di Angelo di propormi le sue lezioni "chitarristiche" ebbi l'opportunità in quel corso di Roasio di ricevere, condividere e imparare moltissimo.

Avevo 20 anni e Angelo 32.

 

Ero solo all'inizio della mia carriera di chitarrista e stavo solo iniziando a sentire il desiderio di dedicarmi anche allo studio della composizione.

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Un lavoro per chitarra solista, Ocram, scritto nel 1973 da Angelo per Marco de Santi, un suo allievo straordinariamente talentuoso, mi ispirò una grande emozione.

 

Questo pezzo è per me uno dei lavori più drammatici e appassionati che sia mai stato scritto per chitarra, e sentii che dovevo ad ogni costo studiarlo e suonarlo.

L'ho eseguito molte volte da allora e infine l'ho registrato solo pochi anni fa.

Credo che Angelo lo considerasse un po' come un lavoro "immaturo" nella sua vasta produzione compositiva, ma son certo che in quella composizione ci siano il suo cuore e la sua anima, e per me rimane una delle mie opere preferite fra quelle che il Maestro Gilardino ha creato.

Pochi anni dopo, nel 1981, Angelo ha scritto i primi 12 Studi di Virtuositá e di Trascendenza (ne seguiranno altri 48). Mi ha inviato la partitura, e me ne sono immediatamente innamorato, tanto che ho scritto una recensione entusiastica sulla rivista "Soundboard"; mi piace pensare che quella recensione abbia contribuito a d affermare la sua fama di compositore di rilievo nel mondo della chitarra a livello internazionale.

 

Quegli studi non solo sono notevoli per la loro grande immaginazione tecnica, per le brillanti combinazioni virtuosistiche e quale esempio di una sorta di ossessivo approccio trascendentale, ma sono anche ispirati ad artisti, compositori o scrittori, e offrono una profonda ricchezza di background e di profondità spirituale, il che era praticamente inesistente nella maggior parte delle composizioni per chitarra dell'epoca.

Questo modo di comporre ha introdotto una nuova voce significativa nel mondo della chitarra.

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Avevo 20 anni e Angelo 32. Ero solo all'inizio della mia carriera di chitarrista e stavo solo iniziando a sentire il desiderio di dedicarmi anche allo studio della composizione.

Angelo, che stava allora cavalcando l'onda del successo come chitarrista, stava anche lui iniziando a sentire che il suo interesse per la carriera concertistica stava diminuendo e cominciava a comprendere che la sua vera vocazione era quella di essere un compositore.

Era un momento di trasformazione, quindi di vulnerabilità e di rivelazioni, e credo di aver potuto rappresentare per Angelo l'opportunità di condividere con uno spirito affine molti dei suoi pensieri più profondi.

Mi ha offerto la stima per mettermi a parte di molte cose, alcune profonde e personali, che immagino confidasse solo a un ristretto gruppo di amici con i quali sentiva il bisogno di aprirsi e confrontarsi, in un momento così particolare della sua vita.

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Durante questi lunghi anni Angelo ed io abbiamo continuato a scriverci via posta, dapprima e via mail in seguito.

Di tanto in tanto, abbiamo avuto il piacere di rivederci di persona. Volevamo condividere le nostre ultime creazioni, i nostri pensieri e le nostre riflessioni, sempre con reciproco e grande rispetto e affetto l'uno per l'altro. Sia la corrispondenza che gli incontri con Angelo sono sempre stati momenti di festa, di reciproco piacere e spesso di rivelazione; momenti da assaporare, ricordare e proteggere.

Quando Angelo aveva 35 anni, mi confidò che era profondamente convinto di essere arrivato esattamente a metà della sua vita, e che non avrebbe mai vissuto oltre i 70 anni.

Sono felice che abbia vissuto ben più a lungo godendo di una vita creativa straordinariamente produttiva che ha continuato ad animarlo e ispirarlo.

Allo stesso modo, Angelo ha continuato ad animare e ad ispirare me, così come innumerevoli altri artisti che lo hanno conosciuto, stimato e amato non solo nel mondo della chitarra.

La sua produzione creativa straordinariamente prolifica, dedicata per la maggior parte alla chitarra, richiederà molti, molti anni per essere adeguatamente conosciuta e valorizzata.

Con il passare del tempo qualche composizione potrà godere di maggior apprezzamento rispetto ad altre a senza alcun dubbio l'ispirazione di cui Angelo ha saputo esprimere nella sua Opera continuerà a farsi strada nelle anime di molti e per molte generazioni a venire.

David Leisner

luglio 2023

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Foto: ANDREA CHERCHI
 

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